Articolo 3
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2030. È nella Chiesa, in comunione con tutti i battezzati, che il cristiano realizza la propria vocazione. Dalla Chiesa accoglie la Parola di Dio che contiene gli insegnamenti della " Legge di Cristo ".(a) |
2031. |
I. Vita morale e Magistero della Chiesa |
2032. La Chiesa, "colonna e sostegno della verità" (1 Tm 3,15), "ha ricevuto dagli Apostoli il solenne comandamento di Cristo di annunzia-re la verità della salvezza ".(a) b) CIC canone 747, § 2. |
2033. Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione, con l'aiuto delle opere dei teologi e degli autori spirituali. In tal modo, di generazione in generazione, sotto la guida e la vigilanza dei Pastori, |
2036. L'autorità del Magistero si estende anche ai precetti specifici della legge naturale, |
2037. La Legge di Dio, affidata alla Chiesa, è insegnata ai fedeli come cammino di vita e di verità. I fedeli hanno, quindi, il diritto (a) di essere istruiti intorno ai precetti divini salvifici, i quali purificano il giudizio e, mediante la grazia, guariscono la ragione umana ferita. Hanno il dovere di osservare le costituzioni e i decreti emanati dalla legittima autorità della Chiesa. |
2038. Nell'opera di insegnamento e di applicazione della morale cristiana, la Chiesa ha bisogno della dedizione dei Pastori, della scienza dei teologi, del contributo di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà. |
2039. I ministeri vanno esercitati in uno spirito di servizio fraterno e di dedizione alla Chiesa, in nome del Signore.(a) Al tempo stesso la coscienza di ognuno, nel suo giudizio morale sui propri atti personali, deve evitare di rimanere chiusa entro i limiti di una considerazione individuale. Come meglio può, deve aprirsi alla considerazione del bene di tutti, quale è espresso nella legge morale, naturale e rivelata, e conseguentemente nella legge della Chiesa e nell'insegnamento autorizzato del Magistero sulle questioni morali. |
2040. In tal modo può svilupparsi tra i cristiani un vero spirito filiale nei confronti della Chiesa. Esso è il normale sviluppo della grazia battesimale, che ci ha generati nel seno della Chiesa e ci ha resi membri del corpo di Cristo. La Chiesa, nella sua sollecitudine materna, ci accorda la misericordia di Dio, che trionfa su tutti i nostri peccati e agisce soprattutto nel sacramento della Riconciliazione. |
II. I precetti della Chiesa |
2041. I precetti della Chiesa si collocano in questa linea di una vita morale che si aggancia alla vita liturgica e di essa si nutre. Il carattere obbligatorio di tali leggi positive promulgate dalle autorità pastorali, ha come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile nello spirito di preghiera e nell'impegno morale, nella crescita dell'amore di Dio e del prossimo. |
2042.Il secondo precetto (" Confessa i tuoi peccati almeno una volta all'anno ") assicura la preparazione all'Eucaristia a) Cf CIC canoni 1246-1248; CCEO canoni 880, § 3. 881, §§ 1. 2. 4.
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2043.a) Cf CIC canoni 1249-1251; CCEO canone 882.
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III. Vita morale e testimonianza missionaria |
2044. La fedeltà dei battezzati è una condizione fondamentale per l'annunzio del Vangelo e per la missione della Chiesa nel mondo. |
2045. b) Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, |
2046. |
In sintesi |
2047. La vita morale è un culto spirituale. L'agire cristiano trova il proprio nutrimento nella liturgia e nella celebrazione dei sacramenti. |
2048. I precetti della Chiesa riguardano la vita morale e cristiana, che è sempre unita alla liturgia, della quale si nutre |
2049. Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione, sulla base del Decalogo, il quale enuncia i principi della vita morale validi per tutti gli uomini. |
2050. Il Romano Pontefice e i Vescovi, quali maestri autentici, predicano al popolo di Dio la fede che deve essere creduta e applicata nei costumi. E anche di loro competenza pronunciarsi sulle questioni morali che hanno attinenza con la legge naturale e la ragione. |
2051. L'infallibilità del Magistero dei Pastori si estende a tutti gli elementi di dottrina, ivi compresa la morale, senza i quali le verità salvifi-che della fede non possono essere custodite, esposte o osservate. |
I DIECI COMANDAMENTI |
a) Catechismo della Conferenza Episcopale Italiana per la vita cristiana vi farà liberi. (Libreria Editrice Vaticana, 1995) p. 598. |
I DIECI COMANDAMENTI |
2052. " Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? ". Al giovane che gli rivolge questa domanda, Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come " il solo Buono ", come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene. Poi Gesù gli dice: " Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti ". |
2053. A questa prima risposta se ne aggiunge subito una seconda: " Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi" (Mt 19,21) b) Cf Mt 19,6-12.21.23-29. |
2054. b) Cf Mt 5,46-47 |
2055. Quando gli si pone la domanda: " Qual è il più grande comandamento della Legge? " (Mt 22,36)
" Il precetto: Non commettere adulterio, Non uccidere, Non rubare, Non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore" (Rm 13,9-10).
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Il Decalogo nella Sacra Scrittura |
2056. La parola " Decalogo " significa alla lettera " dieci parole " (Es 34,28; Dt 4,13; 10,4). Queste "dieci parole" Dio le ha rivelate al suo popolo sulla santa montagna. b) Cf Dt 31,9.24. c) Cf Es 20,1-17. d) Cf Dt 5,6-22. e) Cf, per esempio, Os 4,2; Ger 7,9; Ez 18,5-9. |
2057.
" Ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi" (Dt 30,16).
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2058. |
2059. |
2060. Il dono dei comandamenti e della Legge fa parte dell'Alleanza conclusa da Dio con i suoi. Secondo il libro dell'Esodo, la rivelazione delle " dieci parole " viene accordata tra la proposta dell'Alleanza (a) e la sua stipulazione,(b) dopo che il popolo si è impegnato a " fare " tutto ciò che il Signore aveva detto e ad " obbedirvi ".(c) Il Decalogo non viene mai trasmesso se non dopo la rievocazione dell'Alleanza b) Cf Es 24. c) Cf Es 24,7. |
2061. I comandamenti ricevono il loro pieno significato all'interno dell'Alleanza. Secondo la Scrittura, l'agire morale dell'uomo prende tutto il proprio senso nell'Alleanza e per essa. La prima delle " dieci parole " ricorda l'iniziativa d'amore di Dio per il suo popolo:" Poiché l'uomo, per castigo del peccato, era venuto dal paradiso della libertà alla schiavitù di questo mondo, per questo la prima parola del Decalogo, cioè la prima voce dei comandamenti di Dio, tratta della libertà dicendo:a) ORIGENE, In Exodum homilia, 8, 1: SC 321, 242 (PG 12, 350). |
2062. I comandamenti propriamente detti vengono in secondo luogo; essi esprimono le implicanze dell'appartenenza a Dio stabilita attraverso l'Alleanza. |
2063. L'Alleanza e il dialogo tra Dio e l'uomo sono ancora attestati dal fatto che tutte le imposizioni sono enunciate in prima persona (" Io sono il Signore...") e rivolte a un altro soggetto ("Tu...").
" Il Signore comandò l'amore verso Dio e insegnò la giustizia verso il prossimo, affinchè l'uomo non fosse né ingiusto, né indegno di Dio. Così, per mezzo del Decalogo, Dio preparava l'uomo a diventare suo amico e ad avere un solo cuore con il suo prossimo [...]. Le parole del Decalogo restano validissime per noi. Lungi dall'essere abolite, esse sono state portate a pienezza di significato e di sviluppo dalla venuta del Signore nella carne ".(a)
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Il Decalogo nella Tradizione della Chiesa |
2064. Fedele alla Scrittura e in conformità all'esempio di Gesù, la Tradizione della Chiesa ha riconosciuto al Decalogo un'importanza e un significato fondamentali. |
2065.A partire da sant'Agostino, i " dieci comandamenti " hanno un posto preponderante nella catechesi dei futuri battezzati e dei fedeli. Nel secolo quindicesimo si prese l'abitudine di esprimere i precetti del Decalogo in formule in rima, facili da memorizzare, e positive. Sono in uso ancor oggi. I catechismi della Chiesa spesso hanno esposto la morale cristiana seguendo l'ordine dei " dieci comandamenti ". |
2066.La divisione e la numerazione dei comandamenti hanno subito variazioni nel corso della storia. Questo Catechismo segue la divisione dei comandamenti fissata da sant'Agostino e divenuta tradizionale nella Chiesa cattolica. È pure quella delle confessioni luterane. I Padri greci hanno fatto una divisione un po' diversa, che si ritrova nelle Chiese ortodosse e nelle comunità riformate. |
2067. I dieci comandamenti enunciano le esigenze dell'amore di Dio e del prossimo.
" Come sono due i comandamenti dell'amore, nei quali si compendia tutta la Legge e i Profeti - lo diceva il Signore [...] -, così gli stessi dieci comandamenti furono dati in due tavole. Si dice infatti che tre fossero scritti su una tavola e sette su un'altra ".(a)
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2068. Il Concilio di Trento insegna che i dieci comandamenti obbligano i cristiani e che l'uomo giustificato è ancora tenuto ad osservarli.(a) b) CONCILIO VATICANO II Cost. dogm. Lumen gentium, |
L'unità del Decalogo |
2069. |
Il Decalogo e la legge naturale |
2070. I dieci comandamenti appartengono alla rivelazione di Dio. Al tempo stesso ci insegnano la vera umanità dell'uomo.
" Fin dalle origini, Dio aveva radicato nel cuore degli uomini i precetti della legge naturale. Poi si limitò a richiamarli alla loro mente. Fu il Decalogo ".(a)
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2071.
" Una completa esposizione dei comandamenti del Decalogo si rese necessaria nella condizione di peccato, perché la luce della ragione si era ottenebrata e la volontà si era sviata ".(a) |
L'obbligazione del Decalogo |
2072. |
2073. L'obbedienza ai comandamenti implica anche obblighi la cui materia, in se stessa, è leggera. Così l'ingiuria a parole è vietata dal quinto comandamento, ma non potrebbe essere una colpa grave che in rapporto alle circostanze o all'intenzione di chi la proferisce. |
"Senza di me non potete far nulla" |
2074. Gesù dice: " Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, |
In sintesi |
2075. " Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? " - " Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti " (Mt 19,16-17) |
2076. Con il suo agire e con la sua predicazione, Gesù ha attestato la perennità del Decalogo. |
2077. Il dono del Decalogo è accordato nell'ambito dell'Alleanza conclusa da Dio con il suo popolo. I comandamenti di Dio ricevono il loro vero significato in questa Alleanza e per mezzo di essa. |
2078. Fedele alla Scrittura e in conformità all'esempio di Gesù, la Tradizione della Chiesa ha riconosciuto al Decalogo un'importanza ed un significato fondamentali. |
2079. Il Decalogo costituisce un 'unità organica in cui ogni " parola " o " comandamento " rimanda a tutto l'insieme. Trasgredire un comandamento è infrangere tutta la Legge.(a)
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2080. Il Decalogo contiene un 'espressione privilegiata della legge naturale. Lo conosciamo attraverso la rivelazione divina e con la ragione umana. |
2081. I dieci comandamenti enunciano, nel loro contenuto fondamentale, obbligazioni gravi. Tuttavia, l'obbedienza a questi precetti comporta anche obblighi la cui materia, in se stessa, è leggera. |
2082. Quanto Dio comanda, lo rende possibile con la sua grazia. |
CAPITOLO PRIMO |
2083. Gesù ha riassunto i doveri dell'uomo verso Dio in questa parola: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente" (Mt 22,37) |
Articolo 1 " Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai " (Es 20,2-5).(a) |
I. "Adorerai il Signore, Dio tuo, e lo servirai" |
2084. Dio si fa conoscere ricordando la sua azione onnipotente, benevola e liberatrice nella storia di colui al quale si rivolge: " Io ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione di schiavitù" (Dt 5,6). La prima parola contiene il primo comandamento della Legge: " Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai [...]. Non seguirete altri dei" (Dt 6,13-14). |
2085.
" Non ci saranno mai altri dei, o Trifone, né mai ce ne sono stati fin dalle origini [...], all'infuori di colui che ha creato e ordinato l'universo. Noi non pensiamo che il nostro Dio differisca dal vostro. È lo stesso che ha fatto uscire i vostri padri dall'Egitto con mano potente e braccio teso. Noi non riponiamo le nostre speranze in qualche altro dio - non ce ne sono - ma nello stesso Dio in cui voi sperate, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe ".(b)
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2086. Nell'esplicita affermazione divina: "Io sono il Signore tuo Dio" è incluso il comandamento della fede, della speranza e della carità. Se noi riconosciamo infatti che egli è Dio, |
La fede |
2087. La nostra vita morale trova la sua sorgente nella fede in Dio che ci rivela il suo amore. b) Cf Rm 1,18-32. |
2088. Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario. Ci sono diversi modi di peccare contro la fede: |
2089. |
La speranza |
2090. Quando Dio si rivela e chiama l'uomo, questi non può rispondere pienamente all'amore divino con le sue proprie forze. Deve sperare che Dio gli donerà la capacità di contraccambiare il suo amore |
2091. Il primo comandamento riguarda pure i peccati contro la speranza, i quali sono la disperazione e la presunzione: |
2092. |
La carità |
2093. La fede nell'amore di Dio abbraccia l'appello e l'obbligo di rispondere alla carità divina con un amore sincero. Il primo comandamento ci ordina di amare Dio al di sopra di tutto,(a) e tutte le creature per lui e a causa di lui.
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2094. Si può peccare in diversi modi contro l'amore di Dio: l'indifferenza è incurante della carità divina o rifiuta di prenderla in considerazione; ne misconosce l'iniziativa e ne nega la forza. L'ingratitudine tralascia o rifiuta di riconoscere la carità divina e di ricambiare a Dio amore per amore. La tiepidezza è un'esitazione o una negligenza nel rispondere all'amore divino; può implicare il rifiuto di abbandonarsi al dinamismo della carità. |
II. "A lui solo rendi culto" |
2095. Le virtù teologali della fede, della speranza e della carità informano e vivificano le virtù morali. Così la carità ci porta a rendere a Dio ciò che in tutta giustizia gli dobbiamo in quanto creature. |
L'adorazione |
2096. Della virtù della religione, l'adorazione è Fatto principale. Adorare Dio è riconoscerlo come Dio, come Creatore e Salvatore, Signore e Padrone di tutto ciò che esiste, Amore infinito e misericordioso. " Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai " (Lc 4,8) |
2097. |
La preghiera |
2098. Gli atti di fede, di speranza e di carità prescritti dal primo comandamento si compiono nella preghiera. L'elevazione dello spirito verso Dio è un'espressione della nostra adorazione di Dio: preghiera di lode e di rendimento di grazie, d'intercessione e di domanda. La preghiera è una condizione indispensabile per poter obbedire ai comandamenti di Dio. Bisogna "pregare sempre, senza stancarsi" (Le 18,1) |
Il sacrificio |
2099. È giusto offrire sacrifici a Dio in segno di adorazione e di riconoscenza, di implorazione e di comunione: " Ogni azione compiuta per aderire a Dio rimanendo con lui in comunione, e poter così essere nella gioia, è un vero sacrificio ".(a) |
2100. Per essere autentico, il sacrificio esteriore deve essere espressione del sacrificio spirituale: b) Cf Is 1,10-20. c) Cf Os 6,6. d) Cf Eb 9,13-14. |
Promesse e voti |
2101. In parecchie circostanze il cristiano è chiamato a fare delle promesse a Dio. |
2102. " Il voto, ossia la promessa deliberata e libera di un bene possibile e migliore fatta a Dio, deve essere adempiuto per la virtù della religione ".(a) Il voto è un atto di devozione, con cui il cristiano offre se stesso a Dio o gli promette un'opera buona. Mantenendo i suoi voti, egli rende pertanto a Dio ciò che a lui è stato promesso e consacrato. Gli Atti degli Apostoli ci presentano san Paolo preoccupato di mantenere i voti da lui fatti.(b)
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2103.
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Il dovere sociale della religione |
2104. b) Cf CONCILIO VATICANO II, Dich. Dignitatis humanae, c) CONCILIO VATICANO II, Dich. Nostra aetate, d) CONCILIO VATICANO II, Dich. Dignitatis humanae, |
2105. Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l'uomo individualmente e socialmente. È " la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l'unica Chiesa di Cristo ".(a) b) CONCILIO VATICANO II, Decr. Apostolicam actuositatem, c) Cf CONCILIO VATICANO II, Dich. Dignitatis humanae, d) Cf CONCILIO VATICANO II, Decr. Apostolicam actuositatem, e) Cf LEONE XIII, Lett. enc. Immortale Dei: Leonis XIII Acta, 5, 118-150; Pio XI, Lett enc. Quas primas: AAS 17 (1925) 593-610. |
2106. b) CONCILIO VATICANO II, Dich. Dignitatis humanae, |
2108. b) Cf Pio XII, Discorso ai partecipanti al quinto Convegno nazionale Italiano dell'Unione dei Giuristi cattolici (6 dicembre 1953): AAS 45 (1953) 799. c) Cf CONCILIO VATICANO II, Dich. Dignitatis humanae, |
2109.a) Cf Pio VI, Breve Quod aliquantum (10 marzo 1791): Collectio Brevium atque Instructionum SS. D. N. Pii Papae VI, quae ad praesentes Ecclesiae Catholicae in Gallia [...] calamitates pertinent (Roma 1800) p. 54-55. |
III. "Non avrai altri dèi di fronte a me" |
2110. Il primo comandamento vieta di onorare altri dèi, all'infuori dell'unico Signore che si è rivelato al suo popolo. Proibisce la superstizione e l'irreligione. La superstizione rappresenta, in qualche modo, un eccesso perverso della religione; l'irreligione è un vizio opposto, per difetto, alla virtù della religione. |
2111. La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un'importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie. Attribuire alla sola materialità delle preghiere o dei segni sacramentali la loro efficacia, prescindendo dalle disposizioni intcriori che richiedono, è cadere nella superstizione.(a)
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L'idolatria |
2112. Il primo comandamento condanna il politeismo. Esige dall'uomo di non credere in altri dèi che nell'unico Dio, b) Cf Sal 42,3; ecc. |
2113. L'idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. b) Cf Gal 5,20; Ef 5,5. |
2114. La vita umana si unifica nell'adorazione dell'Unico. Il comandamento di adorare il solo Signore unifica l'uomo e lo salva da una dispersione senza limiti. L'idolatria è una perversione del senso religioso nnato nell'uomo. Idolatra è colui che " riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chicchessia anziché a Dio ".(a)
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Divinazione e magia |
2115. Dio può rivelare l'avvenire ai suoi profeti o ad altri santi. Tuttavia il giusto atteggiamento cristiano consiste nell'abbandonarsi con fiducia nelle mani della provvidenza per ciò che concerne il futuro |
2116. Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che " svelino " l'avvenire.(a) La consultazione degli oroscopi, l'astrologia, la chiromanzia, l'interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l'onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.
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2117. Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo - fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all'intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l'invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui. |
L'irreligione |
2118. Il primo comandamento di Dio condanna i principali peccati di irreligione: l'azione di tentare Dio, con parole o atti, il sacrilegio e la simonia. |
2119. L'azione di tentare Dio consiste nel mettere alla prova, con parole o atti, la sua bontà e la sua onnipotenza. b) Cf 1 Cor 10,9; Es 17,2-7; Sal 95,9. |
2120. Il sacrilegio consiste nel profanare o nel trattare indegnamente i sacramenti e le altre azioni liturgiche, come pure le persone, gli oggetti e i luoghi consacrati a Dio. Il sacrilegio è un peccato grave soprattutto quando è commesso contro l'Eucaristia, poiché, in questo sacramento, ci è reso presente sostanzialmente il Corpo stesso di Cristo.(a) |
2121. La simonia (a) consiste nell'acquisto o nella vendita delle realtà spirituali. A Simone il mago, che voleva acquistare il potere spirituale che vedeva all'opera negli Apostoli, Pietro risponde: " II tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio " (At 8,20). Così si conformava alla parola di Gesù: b) Cf già Is 55,1. |
2122." Il ministro, oltre alle offerte determinate dalla competente autorità, per l'amministrazione dei sacramenti non domandi nulla, evitando sempre che i più bisognosi siano privati dell'aiuto dei sacramenti a motivo della povertà ".(a) " L'autorità competente determina queste " offerte " in virtù del principio che il popolo cristiano deve concorrere al sostentamento dei ministri della Chiesa. "L'operaio ha diritto al suo nutrimento" (Mt 10,10)a) CIC canone 848. |
L'ateismo |
2123. |
2125. Per il fatto che respinge o rifiuta l'esistenza di Dio, l'ateismo è un peccato contro la virtù della religione.(a) |
2126. b) CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, c) CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, |
L'agnosticismo |
2127. L'agnosticismo assume parecchie forme. In certi casi l'agnostico si rifiuta di negare Dio; ammette invece l'esistenza di un essere trascendente che non potrebbe rivelarsi e di cui nessuno sarebbe in grado di dire niente. |
2128. |
IV. "Non ti farai alcuna immagine scolpita..." |
2129. L'ingiunzione divina comportava il divieto di qualsiasi rappresentazione di Dio fatta dalla mano dell'uomo. Il Deuteronomio spiega: " Poiché non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull'Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita, perché non vi corrompiate e non vi facciate l'immagine scolpita di qualche idolo " (Dt 4,15-16). È il Dio assolutamente trascendente che si è rivelato a Israele. |
2130. Tuttavia, fin dall'Antico Testamento, Dio ha ordinato o permesso di fare immagini che simbolicamente conducessero alla salvezza operata dal Verbo incarnato: così il serpente di rame,(a) l'arca dell'Alleanza e i cherubini.(b)
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2131. |
In sintesi |
2133. " Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze " (Dt 6,5). |
2134. ll primo comandamento chiama l'uomo a credere in Dio, a sperare in lui, ad amarlo al di sopra di tutto. |
2135. "Adora il Signore Dio tuo" (Mt 4,10) |
2136. Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l'uomo individualmente e socialmente. |
2137. L'uomo deve poter professare lìberamente la religione sia in forma privata che pubblica.(a)
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2138. La superstizione è una deviazione del culto che rendiamo al vero Dio. Ha la sua massima espressione nell'idolatria, come nelle varie forme di divinazione e di magia |
2139. L'azione di tentare Dio con parole o atti, il sacrilegio, la simonia sono peccati di irreligione proibiti dal primo comandamento. |
2140. L'ateismo, in quanto respinge o rifiuta l'esistenza di Dio, è un peccato contro il primo comandamento. |
2141. Il culto delle sacre immagini è fondato sul mistero dell'incarnazione del Verbo di Dio. Esso non è in opposizione al primo comandamento. |
Articolo 2 " Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio " (Es 20,7).(a) " Fu detto agli antichi: "Non spergiurare" [...]. Ma io vi dico: Non giurate affatto " (Mt 5,33-34) |
I. Il nome del Signore è santo |
2142. Il secondo comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore. Come il primo comandamento, deriva dalla virtù della religione e regola in particolare il nostro uso della parola a proposito delle cose sante. |
2143. Tra tutte le parole della Rivelazione ve ne è una singolare, che è la rivelazione del nome di Dio, b) Cf Sal 29,2; 96,2; 113,1-2. |
2144. Il rispetto per il nome di Dio esprime quello dovuto al suo stesso mistero e a tutta la realtà sacra da esso evocata. Il senso del sacro fa parte della virtù della religione:" Il sentimento di timore e il sentimento del sacro sono sentimenti cristiani o no? [...] Nessuno può ragionevolmente dubitarne. Sono i sentimenti che palpiterebbero in noi, e con forte intensità, se avessimo la visione della Maestà di Dio. Sono i sentimenti che proveremmo se ci rendessimo conto della sua presenza. Nella misura in cui crediamo che Dio è presente, dobbiamo avvertirli. Se non li avvertiamo, è perché non percepiamo, non crediamo che egli è presente ".(a)a) JOHN HENRY NEWMAN, Parochial and Plain Sermoni, v. 5, Sermon 2 [Reverence, a Belief in God's Presence] (Westminster 1967) p. 21-22. |
2145. |
2146. Il secondo comandamento proibisce l'abuso del nome di Dio, cioè ogni uso sconveniente del nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e di tutti i santi. |
2147. |
2148. La bestemmia si oppone direttamente al secondo comandamento. Consiste nel proferire contro Dio - interiormente o esteriormente - parole di odio, di rimprovero, di sfida, nel parlare male di Dio, nel mancare di rispetto verso di lui nei propositi, nell'abusare del nome di Dio. San Giacomo disapprova coloro " che bestemmiano il bel nome [di Gesù] che è stato invocato " sopra di loro . La proibizione della bestemmia si estende alle parole contro la Chiesa di Cristo, i santi, le cose sacre. È blasfemo anche ricorrere al nome di Dio per mascherare pratiche criminali, ridurre popoli in schiavitù, torturare o mettere a morte. L'abuso del nome di Dio per commettere un crimine provoca il rigetto della religione. |
2149. Le imprecazioni, in cui viene inserito il nome di Dio senza intenzione di bestemmia, sono una mancanza di rispetto verso il Signore. Il secondo comandamento proibisce anche l'uso magico del nome divino:" Il nome di Dio è grande laddove lo si pronuncia con il rispetto dovuto alla sua grandezza e alla sua maestà. Il nome di Dio è santo laddove lo si nomina con venerazione e con il timore di offenderlo ".(a)a) SANT'AGOSTINO, De sermone Domini in monte, 2, 5, 19: CCL 35, 109 (PL 34, 1278). |
II. Il nome di Dio pronunciato invano |
2150. Il secondo comandamento proibisce il falso giuramento. Fare promessa solenne o giurare è prendere Dio come testimone di ciò che si afferma. È invocare la veracità divina a garanzia della propria veracità. Il giuramento impegna il nome del Signore. " Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome " (Dt 6,13). |
2151. Astenersi dal falso giuramento è un dovere verso Dio. Come Creatore e Signore, Dio è la norma di ogni verità. |
2152. |
2153. Gesù ha esposto il secondo comandamento nel discorso della montagna: "Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti!". Ma io vi dico: non giurate affatto [...]. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno " (Mt 5,33-34.37 |
2154. Seguendo san Paolo,(a) la Tradizione della Chiesa ha inteso che la parola di Gesù non si oppone al giuramento, allorché viene fatto per un motivo grave e giusto (per esempio davanti ad un tribunale). " Il giuramento, ossia l'invocazione del nome di Dio a testimonianza della verità, non può essere prestato se non secondo verità, prudenza e giustizia ".(b)
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2155. La santità del nome divino esige che non si faccia ricorso ad esso per cose futili e che non si presti giuramento in quelle circostanze in cui esso potrebbe essere interpretato come un'approvazione del potere da cui ingiustamente venisse richiesto. Quando il giuramento è esigilo da autorità civili illegittime, può essere rifiutato. |
III. Il nome cristiano |
2156. Il sacramento del Battesimo è conferito |
2157. Il cristiano incomincia la sua giornata, le sue preghiere, le sue azioni con il segno della croce, |
2158. Dio chiama ciascuno per nome.(a) Il nome di ogni uomo è sacro. Il nome è l'icona della persona. Esige il rispetto, come segno della dignità di colui che lo porta.
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2159. Il nome ricevuto è un nome eterno. Nel Regno, il carattere misterioso ed unico di ogni persona segnata dal nome di Dio risplenderà in piena luce. "Al vincitore darò [...] una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve " (Ap 2,17). "Poi guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo " (Ap 14,1). |
In sintesi |
2160. "O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! " (Sal 8,2). |
2161. Il secondo comandamento prescrive di rispettare il nome del Signore. Il nome del Signore è santo. |
2162. Il secondo comandamento proibisce ogni uso sconveniente del nome di Dio. La bestemmia consiste nell'usure il nome di Dio, di Gesù Cristo, della Vergine Maria e dei santi in un modo ingiurioso. |
2163. Il falso giuramento chiama Dio come testimone di una menzogna. Lo spergiuro è una mancanza grave contro il Signore, sempre fedele alle sue promesse. |
2164. "Non giurare né per il Creatore, né per la creatura, se non con verità, per necessità e con riverenza ".(a)
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2165. Nel Battesimo, il cristiano riceve il proprio nome nella Chiesa. I genitori, i padrini e il parroco avranno cura che gli venga dato un nome cristiano. Essere sotto il patrocinio di un santo significa avere in lui un modello di carità e un sicuro intercessore. |
2166. Il cristiano incomincia le sue preghiere e le sue azioni con il segno della croce " nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen ". |
2167. Dio chiama ciascuno per nome.(a)
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Articolo 3" Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro " (Es 20,8-10).(a) |
I. Il giorno di sabato |
2168. Il terzo comandamento del Decalogo ricorda la santità del sabato: " II settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore " (Es 31,15). |
2169. |
2170. La Scrittura rivela nel giorno del Signore anche un memoriale della liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto: " Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato" (Dt 5,15). |
2171. Dio ha affidato a Israele il sabato perché lo rispetti in segno dell'Alleanza perenne.(a) Il sabato è per il Signore, santamente riservato alla lode di Dio, della sua opera creatrice e delle sue azioni salvifiche in favore di Israele.
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2172. L'agire di Dio è modello dell'agire umano. Se Dio nel settimo giorno "si è riposato" (Es 31,17), b) Cf Ne 13,15-22; 2 Cr 36,21. |
2173. b) Cf Mc 3,4 c) Cf Mt 12,5 |
II. Il giorno del Signore" Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso" (Sal 118,24). |
Il giorno della Risurrezione: la nuova creazione |
2174.
" Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del sole, poiché questo è il primo giorno [dopo il sabato ebraico, ma anche il primo giorno] nel quale Dio, trasformate le tenebre e la materia, creò il mondo; sempre in questo giorno Gesù Cristo, nostro Salvatore, risuscitò dai morti ".(c)
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La domenica - compimento del sabato |
2175.
" Coloro che vivevano nell'antico ordine di cose si sono rivolti alla nuova speranza, non più guardando al sabato, ma vivendo secondo la domenica, giorno in cui è sorta la nostra vita, per la grazia del Signore e per la sua morte ".(b)
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2176. La celebrazione della domenica attua la prescrizione morale naturalmente iscritta nel cuore dell'uomo " di rendere a Dio un culto esteriore, visibile, pubblico e regolare nel ricordo della sua benevolenza universale verso gli uomini ".(a) Il culto domenicale è il compimento del precetto morale dell'Antica Alleanza, di cui riprende il ritmo e lo spirito celebrando ogni settimana il Creatore e il Redentore del suo popolo.
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L'Eucaristia domenicale |
2177.
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2178.
La Tradizione conserva il ricordo di una esortazione sempre attuale: " Affrettarsi verso la chiesa, avvicinarsi al Signore e confessare i propri peccati, pentirsi durante la preghiera [...]. Assistere alla santa e divina liturgia, terminare la propria preghiera e non uscirne prima del congedo. [...] L'abbiamo spesso ripetuto: questo giorno vi è concesso per la preghiera e il riposo. È il giorno fatto dal Signore. In esso rallegriamoci ed esultiamo ".(b)
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2179.
" Tu non puoi pregare in casa come in chiesa, dove c'è il popolo di Dio raccolto, dove il grido è elevato a Dio con un cuore solo. [...] Là c'è qualcosa di più, l'unisono degli spiriti, l'accordo delle anime, il legame della carità, le preghiere dei sacerdoti ".(c)
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L'obbligo della domenica |
2180. b) CIC canone 1248, § 1. |
2181. L'Eucaristia domenicale fonda e conferma tutto l'agire cristiano. Per questo i fedeli sono tenuti a partecipare all'Eucaristia nei giorni di precetto, a meno che siano giustificati da un serio motivo (per esempio, la malattia, la cura dei lattanti) o ne siano dispensati dal loro parroco.(a) Coloro che deliberatamente non ottemperano a questo obbligo commettono un peccato grave.
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2182. |
2183." Se per mancanza del ministro sacro o per altra grave causa diventa impossibile la partecipazione alla celebrazione eucaristica, si raccomanda vivamente che i fedeli prendano parte alla liturgia della Parola, se ve n'è qualcuna nella chiesa parrocchiale o in un altro luogo sacro, celebrata secondo le disposizioni del Vescovo diocesano, oppure attendano per un congrue tempo alla preghiera personalmente o in famiglia, o, secondo l'opportunità, in gruppi di famiglie ".(a)a) CIC canone 1248, § 2. |
Giorno di grazia e di cessazione dal lavoro |
2184. |
2185. Durante la domenica e gli altri giorni festivi di precetto, i fedeli si asterranno dal dedicarsi a lavori
" L'amore della verità cerca il sacro tempo libero, la necessità dell'amore accetta il giusto lavoro ".(b)
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2186. È doveroso per i cristiani che dispongono di tempo libero ricordarsi dei loro fratelli che hanno i medesimi bisogni e i medesimi diritti e non possono riposarsi a causa della povertà e della miseria. Dalla pietà cristiana la domenica |
2187.Santificare le domeniche e i giorni di festa esige un serio impegno comune. Ogni cristiano deve evitare di imporre, senza necessità, ad- altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore. |
2188. |
In sintesi |
2189. " Osserva il giorno di sabato per santificarlo " (Dt 5,12). " Il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore" (Es 31,15). |
2190. Il sabato, che rappresentava il compimento della prima creazione, è sostituito dalla domenica, che ricorda la nuova creazione, iniziata con la risurrezione di Cristo. |
2192. "Il giorno di domenica [...] deve essere osservato in tutta la Chiesa come il primordiale giorno festivo di precetto ".(a) " La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all'obbligo di partecipare alla Messa ".(b)
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2193. "La domenica e le altre feste di precetto i fedeli [...] si astengano [...] da quei lavori e da quegli affari che impediscono di rendere culto a Dio e turbano la letizia propria del giorno del Signore o il dovuto riposo della mente e del corpo ",(a)
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2195. Ogni cristiano deve evitare di imporre, senza necessità, ad altri ciò che impedirebbe loro di osservare il giorno del Signore. |
CAPITOLO SECONDO Gesù disse ai suoi discepoli: " Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri " (Gv 13,34). ( |
2196. Rispondendo alla domanda rivoltagli sul primo dei comandamenti, Gesù disse: " II primo è: "Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". E il secondo è questo: "Amerai il prossimo tuo come te stesso". Non c'è altro comandamento più importante di questo" (Mc 12,29-31) |
Articolo 4 " Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti da il Signore, tuo Dio " (Es 20,12). |
2197. Il quarto comandamento apre la seconda tavola della Legge. Indica l'ordine della carità. Dio ha voluto che, dopo lui, onoriamo i nostri genitori ai quali dobbiamo la vita e che ci hanno trasmesso la conoscenza di Dio. Siamo tenuti ad onorare e rispettare tutti coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito della sua autorità. |
2198. Questo comandamento è espresso nella forma positiva di un dovere da compiere. Annunzia i comandamenti successivi, concernenti un rispetto particolare della vita, del matrimonio, dei beni terreni, della parola. Costituisce uno dei fondamenti della dottrina sociale della Chiesa. |
2199. Il quarto comandamento si rivolge espressamente ai figli in ordine alle loro relazioni con il padre e con la madre, essendo questa relazione la più universale. Concerne parimenti i rapporti di parentela con i membri del gruppo familiare. Chiede di tributare onore, affetto e riconoscenza ai nonni e agli antenati. Si estende infine ai doveri degli alunni nei confronti degli insegnanti, dei dipendenti nei confronti dei datori di lavoro, dei subordinati nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i pubblici amministratori e i governanti. |
2200. L'osservanza del quarto comandamento comporta una ricompensa: " Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti da il Signore, tuo Dio" (Es 20,12).(a) Il rispetto di questo comandamento procura, insieme con i frutti spirituali, frutti temporali di pace e di prosperità. |
I. La famiglia nel piano di Dio
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2201. |
2202. Un uomo e una donna uniti in matrimonio formano insieme con i loro figli una famiglia. |
2203. |
La famiglia cristiana |
2204. " La famiglia cristiana offre una rivelazione e una realizzazione specifica della comunione ecclesiale; anche per questo motivo, può e deve essere chiamata "Chiesa domestica" ".(a) b) Cf Ef 5,21-6,4; Col 3,18-21; 1 Pt 3,1-7. |
2205. La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo. |
II. La famiglia e la società |
2207. |
2208. La famiglia deve vivere in modo che i suoi membri si aprano all'attenzione e all'impegno in favore dei giovani e degli anziani, delle persone malate o handicappate e dei poveri. Numerose sono le famiglie che, in certi momenti, non hanno la possibilità di dare tale aiuto. Tocca allora ad altre persone, ad altre famiglie e, sussidiariamente, alla società provvedere ai bisogni di costoro: " Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo " (Gc 1,27). |
2209. La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l'istituto familiare. In base al principio di sussidiarietà, le comunità più grandi si guarderanno dall'usurpare le loro prerogative o di ingerirsi nella loro vita. |
2211.La comunità politica ha il dovere di onorare la famiglia, di assisterla, e di assicurarle in particolare:- la libertà di costituirsi, di procreare figli e di educarli secondo le proprie convinzioni morali e religiose; - la tutela della stabilità del vincolo coniugale e dell'istituto familiare; - la libertà di professare la propria fede, di trasmetterla, di educare in essa i figli, avvalendosi dei mezzi e delle istituzioni necessarie; - il diritto alla proprietà privata, la libertà di intraprendere un'attività, di procurarsi un lavoro e una casa, il diritto di emigrare; - in conformità alle istituzioni dei paesi, il diritto alle cure mediche, all'assistenza per le persone anziane, agli assegni familiari; - la difesa della sicurezza e della salute, particolarmente in ordine a pericoli come la droga, la pornografia, l'alcolismo, ecc.; - la libertà di formare associazioni con altre famiglie e di essere in tal modo rappresentate presso le autorità civili.(a) a) Cf GIOVANNI PAOLO II, Esort. ap. Familiaris consento, 46: AAS 74 (1982) 137-138. |
2212. Il quarto comandamento illumina le altre relazioni nella società. Nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle vediamo i figli dei nostri genitori; nei nostri cugini, i discendenti dei nostri avi; nei nostri concittadini, i figli della nostra patria; nei battezzati, i figli della Chiesa, nostra Madre; |
2213. Le comunità umane sono composte di persone. Il loro buon governo non si limita alla garanzia dei diritti e all'osservanza dei doveri, come pure al rispetto dei contratti. Giuste relazioni tra imprenditori e dipendenti, |
III. Doveri dei membri della famiglia
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2214. La paternità divina è la sorgente della paternità umana;(a) è la paternità divina che fonda l'onore dovuto ai genitori. Il rispetto dei figli, minorenni o adulti, b) Cf Prv 1,8; Tb 4,3-4. c) Cf Es 20,12. |
2215. Il rispetto per i genitori (pietà filiale) è fatto di riconoscenza verso coloro che, con il dono della vita, il loro amore e il loro lavoro, hanno messo al mondo i loro figli e hanno loro permesso di crescere in età, in sapienza e in grazia. " Onora tuo padre con tutto il cuore e non dimenticare i dolori di tua madre. Ricorda che essi ti hanno generato; che darai loro in cambio di quanto ti hanno dato? " (Sir 7,27-28). |
2216. Il rispetto filiale si manifesta anche attraverso la vera docilità e la vera obbedienza: " Figlio mio, osserva il comando di tuo padre, non disprezzare l'insegnamento di tua madre [...]. |
2217.Per tutto il tempo in cui vive nella casa dei suoi genitori, il figlio deve obbedire ad ogni loro richiesta motivata dal suo proprio bene o da quello della famiglia. " Figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore " (Col 3,20). (a) I figli devono anche obbedire agli ordini ragionevoli dei loro educatori e di tutti coloro ai quali i genitori li hanno affidati. Ma se in coscienza sono persuasi che è moralmente riprovevole obbedire a un dato ordine, non vi obbediscano.Crescendo, i figli continueranno a rispettare i loro genitori. Preverranno i loro desideri, chiederanno spesso i loro consigli, accetteranno i loro giustificati ammonimenti. Con l'emancipazione cessa l'obbedienza dei figli verso i genitori, ma non il rispetto che ad essi è sempre dovuto. Questo trova, in realtà, la sua radice nel timore di Dio, uno dei doni dello Spirito Santo. a) Cf Ef 6,l. |
2218. Il quarto comandamento ricorda ai figli divenuti adulti le loro responsabilità verso i genitori. Nella misura in cui possono, devono dare loro l'aiuto materiale e morale, negli anni della vecchiaia e in tempo di malattia, di solitudine o di indigenza. Gesù richiama questo dovere di riconoscenza.(a)" Il Signore vuole che il padre sia onorato dai figli, ha stabilito il diritto della madre sulla prole. Chi onora il padre espia i peccati, chi riverisce la madre è come chi accumula tesori. Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli, sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. Chi riverisce suo padre vivrà a lungo; chi obbedisce al Signore da consolazione alla madre " (Sir 3,2-6)." Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo mentre sei nel pieno del vigore. [...] Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta la madre è maledetto dal Signore" (Sir 3,12-13.16). a) Cf Mc 7,10-12
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2219. Il rispetto filiale favorisce l'armonia di tutta la vita familiare; concerne anche le relazioni tra fratelli e sorelle. Il rispetto verso i genitori si riflette su tutto l'ambiente familiare. " Corona dei vecchi sono i figli dei figli" (Prv 17,6). "Con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza" sopportatevi " a vicenda con amore " (Ef 4,2). |
2220. I cristiani devono una speciale gratitudine a coloro dai quali hanno ricevuto il dono della fede, la grazia del Battesimo e la vita nella Chiesa. Può trattarsi dei genitori, di altri membri della famiglia, dei nonni, di Pastori, di catechisti, di altri maestri o amici. " Mi ricordo della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Lòide, poi in tua madre Eunice, e ora, ne sono certo, anche in te" (2 Tm 1,5). |
Doveri dei genitori |
2221. La fecondità dell'amore coniugale non si riduce alla sola procreazione dei figli, ma deve estendersi alla loro educazione morale e alla loro formazione spirituale. b) Cf GIOVANNI PAOLO II, Esort. ap. Familiaris consortio, 36: AAS 74 (1982) 126. |
2222. I genitori devono considerare i loro figli come figli di Dio e rispettarli come persone umane. Educano i loro figli ad osservare la Legge di Dio mostrandosi essi stessi obbedienti alla volontà del Padre dei cicli. |
2223. I genitori sono i primi responsabili dell'educazione dei loro figli. Testimoniano tale responsabilità innanzi tutto con la creazione di una famiglia, in cui la tenerezza, il perdono, il rispetto, la fedeltà e il servizio disinteressato rappresentano la norma. Il focolare domestico è un luogo particolarmente adatto per educare alle virtù.
" Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta [...]. Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio" (Sir 30,1-2). "E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore " (Ef 6,4).
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2224. Il focolare domestico costituisce l'ambito naturale per l'iniziazione dell'essere umano alla solidarietà e alle responsabilità comunitarie. |
2225. Dalla grazia del sacramento del Matrimonio i genitori hanno ricevuto la responsabilità e il privilegio di evangelizzare i loro figli. |
2226. L'educazione alla fede da parte dei genitori deve incominciare fin dalla più tenera età dei figli. Essa si realizza già allorché i membri della famiglia si aiutano a crescere nella fede attraverso la testimonianza di una vita cristiana vissuta in conformità al Vangelo. La catechesi familiare precede, accompagna e arricchisce le altre forme d'insegnamento della fede. I genitori hanno la missione di insegnare ai figli a pregare e a scoprire la loro vocazione di figli di Dio.(a) |
2227. I figli, a loro volta, contribuiscono alla crescita dei propri genitori nella santità.(a) b) Cf Mt 18,21-22 |
2228. Durante l'infanzia, il rispetto e l'affetto dei genitori si esprimono innanzi tutto nella cura e nell'attenzione prodigate nell'allevare i propri figli, e nel provvedere ai loro bisogni materiali e spirituali. Durante la loro crescita, il medesimo rispetto e la medesima dedizione portano i genitori ad educare i figli al retto uso della ragione e della libertà. |
2230. Diventando adulti, i figli hanno il dovere e il diritto di scegliere la propria professione e il proprio stato di vita. Assumeranno queste nuove responsabilità in un rapporto confidente con i loro genitori, ai quali chiederanno e dai quali riceveranno volentieri avvertimenti e consigli. |
2231. Alcuni non si sposano, al fine di prendersi cura dei propri genitori, o dei propri fratelli e sorelle, di dedicarsi più esclusivamente ad una professione o per altri validi motivi. Costoro possono grandemente contribuire al bene della famiglia umana. |
IV. La famiglia e il Regno |
2232. I vincoli familiari, sebbene importanti, non sono però assoluti. Quanto più il figlio cresce verso la propria maturità e autonomia umane e spirituali, tanto più la sua specifica vocazione, che viene da Dio, si fa chiara e forte. I genitori rispetteranno tale chiamata e favoriranno la risposta dei propri figli a seguirla. È necessario convincersi che la prima vocazione del cristiano è di seguire Gesù'. (a) |
2233. Diventare discepolo di Gesù significa accettare l'invito ad appartenere alla famiglia di Dio, |
V. Le autorità nella società civile |
2234. Il quarto comandamento di Dio ci prescrive anche di onorare tutti coloro che, per il nostro bene, |
Doveri delle autorità civili |
2235. Coloro che sono rivestiti d'autorità, la devono esercitare come un servizio. " Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo " (Mt 20,26) |
2236. L'esercizio dell'autorità mira a rendere evidente una giusta gerarchla dei valori al fine di facilitare l'esercizio della libertà e della responsabilità di tutti. |
2237. I poteri politici sono tenuti a rispettare i diritti fondamentali della persona umana. |
Doveri dei cittadini |
2238. |
2239. |
2240. La sottomissione all'autorità e la corresponsabilità nel bene comune comportano l'esigenza morale del versamento delle imposte, dell'esercizio del diritto di voto, della difesa del paese:
" Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto " (Rm 13,7). |
2241. Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l'ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono.Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuri-diche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L'immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri. |
2242. Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti
|
2243. |
La comunità politica e la Chiesa |
2244.
Le società che ignorano questa ispirazione o la rifiutano in nome della loro indipendenza in rapporto a Dio, sono spinte a cercare in se stesse oppure a mutuare da una ideologia i loro riferimenti e il loro fine e, non tollerando che sia affermato un criterio oggettivo del bene e del male, si arrogano sull'uomo e sul suo destino un potere assoluto, dichiarato o non apertamente ammesso, come dimostra la storia.(a)
|
2245. " La Chiesa, che, a motivo della sua missione e della sua competenza, non si confonde in alcun modo con la comunità politica, [...] è ad un tempo il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana ".(a) La Chiesa " b) CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, |
2246. |
In sintesi |
2247. " Onora tuo padre e tua madre " (Dt 5,16; Mc 7,10 |
2248. Secondo il quarto comandamento, Dio ha voluto che, dopo lui, onoriamo i nostri genitori e coloro che egli, per il nostro bene, ha rivestito d'autorità. |
2249. La comunità coniugale è stabilita sull'alleanza e sul consenso degli sposi. Il matrimonio e la famiglia sono ordinati al bene dei coniugi, alla procreazione e all'educazione dei figli. |
2251. / figli devono ai loro genitori rispetto, riconoscenza, giusta obbe-dienza e aiuto. Il rispetto filiale favorisce l'armonia di tutta la vita familiare. |
2252. I genitori sono i primi responsabili dell'educazione dei propri figli alla fede, alla preghiera e a tutte le virtù. Hanno il dovere di provvedere, nella misura del possibile, ai bisogni materiali e spirituali dei propri figli. |
2253. / genitori devono rispettare e favorire l'educazione dei propri figli. Ricorderanno a se stessi ed insegneranno ai figli che la prima vocazione del cristiano è seguire Gesù. |
2254. La pubblica autorità è tenuta a rispettare i diritti fondamentali della persona umana e le condizioni per l'esercizio della sua libertà. |
2255. E dovere dei cittadini collaborare con i poteri civili all'edificazione della società in uno spirito di verità, di giustizia, di solidarietà e di libertà. |
2256. Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti si oppongono alle esigenze dell'ordine morale. " Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini " (At 5,29). |
2257. Ogni società ispira i propri giudizi e la propria condotta ad una visione dell'uomo e del suo destino. Al di fuori della luce del Vangelo su Dio e sull'uomo, è facile che le società diventino " totalitarie ". |
Articolo 5 "Non uccidere" (Es 20,13). |
2258. |
I. Il rispetto della vita umana
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2259. |
2260. L'Alleanza tra Dio e l'umanità è intessuta di richiami al dono divino della vita umana e alla violenza omicida dell'uomo:" Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto [...]. Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio egli ha fatto l'uomo " (Gn 9,5-6).L'Antico Testamento ha sempre ritenuto il sangue come un segno sacro della vita.(a) Questo insegnamento è necessario in ogni tempo.a) Cf Lv 17,14. |
2261. La Scrittura precisa la proibizione del quinto comandamento: " Non far morire l'innocente e il giusto " (Es 23,7). L'uccisione volontaria di un innocente è gravemente contraria alla dignità dell'essere umano, |
2262. Nel discorso della montagna il Signore richiama il precetto: " Non uccidere " (Mt 5,21) b) Cf Mt 5,44. c) Cf Mt 26,52. |
La legittima difesa |
2263. La legittima difesa delle persone e delle società non costituisce un'eccezione alla proibizione di uccidere l'innocente, uccisione in cui consiste l'omicidio volontario. " Dalla difesa personale possono seguire due effetti, il primo dei quali è la conservazione della propria vita; b) SAN TOMMASO D'AQUINO, Summa theologiae, II-II, q. 64, a. 7, e: Ed. Leon. 9, 74. |
2264.
" Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita [...]. E non è necessario per la salvezza dell'anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l'uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui ".(a)
|
2265. La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. |
2266. Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. |
2267. L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. |
L'omicidio volontario |
2268. Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso Yomicidio diretto e volontario.
L'infanticidio,(b) il fratricidio, il parricidio e l'uccisione del coniuge sono crimini particolarmente gravi a motivo dei vincoli naturali che infrangono. Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri.
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2269. Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l'intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l'assistenza ad una persona in pericolo.Tollerare, da parte della società umana, condizioni di miseria che portano alla morte senza che ci si sforzi di pervi rimedio, è una scandalosa ingiustizia e una colpa grave. Quanti nei commerci usano pratiche usuraie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità, commettono indirettamente un omicidio, che è loro imputabile.(a) |
L'aborto |
2270. La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento.
" Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato" (Ger 1,5). |
2272. La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. " Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae ",(a) " per il fatto stesso d'aver commesso il delitto "(b) e alle condizioni previste dal diritto.(c) b) CIC canone 1314. c) Cf CIC canoni 1323-1324. |
2273.
" I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare: il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte ".(a) |
2274. L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano.La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se " rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale [...]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi [...] non deve equivalere a una sentenza di morte ".(a)a) CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Istr. Donum vitae, 1, 2: AAS 80 (1988) 79-80 |
2275." Si devono ritenere leciti gli interventi sull'embrione umano a patto che rispettino la vita e l'integrità dell'embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale ".(a)" È immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come "materiale biologico" disponibile ".(b) " Alcuni tentativi d'intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualità prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell'essere umano, alla sua integrità e alla sua identità " (c) unica, irrepetibile. a) CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Istr. Donum vitae, 1, 3: AAS 80 (1988) 80-81.
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L'eutanasia |
2276. |
2277. Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.Cosi un'azione oppure un'omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere.(a)a) Cf SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dich. lura et bona: AAS 72 (1980) 542-552. |
2278.L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'" accanimento terapeutico ". Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. |
2279.Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L'uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate. |
Il suicidio |
2280. Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel'ha donata. Egli ne rimane il sovrano Padrone. |
2281. Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell'essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un'offesa all'amore del prossimo, |
2282. Se è commesso con l'intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravita dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio è contraria alla legge morale. |
2283. Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l'occasione di un salutare pentimento. |
II. Il rispetto della dignità delle persone
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2284. Lo scandalo è l'atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. |
2285. b) Cf Mt 7,15 |
2286. Lo scandalo può essere provocato dalla legge o dalle istituzioni, dalla moda o dall'opinione pubblica.a) Pio XII, Messaggio radiofonico (1° giugno 1941): AAS 33 (1941) 197. |
2287. Chi usa i poteri di cui dispone in modo tale da spingere ad agire male, si rende colpevole di scandalo e responsabile del male che, direttamente o indirettamente, ha favorito. " È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono" (Lc 17,1) |
Il rispetto della salute |
2288. |
2289. |
2290. |
2291. L'uso della droga causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana. Esclusi i casi di prescrizioni strettamente terapeutiche, costituisce una colpa grave. La produzione clandestina di droghe e il loro traffico sono pratiche scandalose; costituiscono una cooperazione diretta, poiché spingono a pratiche gravemente contrarie alla legge morale. |
Il rispetto della persona e la ricerca scientifica |
2292. Le sperimentazioni scientifiche, mediche o psicologiche, sulle persone o sui gruppi umani, possono concorrere alla guarigione dei malati e al progresso della salute pubblica. |
2293. |
2294.È illusorio rivendicare la neutralità morale della ricerca scientifica e delle sue applicazioni. D'altra parte, i criteri orientativi non possono essere dedotti né dalla semplice efficacia tecnica, né dall'utilità che può derivarne per gli uni a scapito degli altri, né, peggio ancora, dalle ideologie dominanti. La scienza e la tecnica richiedono, per il loro stesso significato intrinseco, l'incondizionato rispetto dei criteri fondamentali della moralità; |
2295. Le ricerche o sperimentazioni sull'essere umano non possono legittimare atti in se stessi contrari alla dignità delle persone |
2296.Il trapianto di organi è conforme alla legge morale se i danni e i rischi fisici e psichici in cui incorre il donatore sono proporzionati al bene che si cerca per il destinatario. |
Il rispetto dell'integrità corporea |
2297. I rapimenti e la presa di ostaggi fanno regnare il terrore e, con la minaccia, esercitano intollerabili pressioni sulle vittime. Essi sono moralmente illeciti. Il terrorismo minaccia, ferisce e uccide senza discriminazione; esso è gravemente contrario alla giustizia e alla carità. La tortura, che si serve della violenza fisica o morale per strappare confessioni, per punire i colpevoli, per spaventare gli oppositori, per soddisfare l'odio, è contraria al rispetto della persona e della dignità umana. Al di fuori di prescrizioni mediche di carattere strettamente terapeutico, le amputazioni, mutuazioni o sterilizzazioni direttamente volontarie praticate a persone innocenti sono contrarie alla legge morale.(a)
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2298.Nei tempi passati, da parte delle autorità legittime si è fatto comunemente ricorso a pratiche crudeli per salvaguardare la legge e l'ordine, spesso senza protesta dei Pastori della Chiesa, i quali nei loro propri tribunali hanno essi stessi adottato le prescrizioni del diritto romano sulla tortura. Accanto a tali fatti deplorevoli, però, la Chiesa ha sempre insegnato il dovere della clemenza e della misericordia; ha vietato al clero di versare il sangue. |
Il rispetto dei morti |
2299. Ai moribondi saranno prestate attenzioni e cure per aiutarli a vivere i loro ultimi momenti con dignità e pace. Saranno sostenuti dalla preghiera dei loro congiunti. |
2300. |
2301.L'autopsia dei cadaveri può essere moralmente ammessa per motivi di inchiesta legale o di ricerca scientifica.La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi.(a) a) Cf CIC canone 1176, § 3. |
III. La difesa della pace
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2302. Richiamando il comandamento: " Non uccidere " (Mt 5,21) |
2303. |
2304. b) Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, |
2305. La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo, il " Principe della pace " (Is 9,5) messianica. Con il sangue della sua croce, b) Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, |
2306. Coloro che, per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, rinunciano all'azione violenta e cruenta |
Evitare la guerra |
2308. Tutti i cittadini e tutti i governanti sono tenuti ad adoperarsi per evitare le guerre. |
2309. Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare.
Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della " guerra giusta ".
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2310. |
2311. I pubblici poteri provvederanno equamente al caso di coloro che, per motivi di coscienza, ricusano l'uso delle armi; |
2313. Si devono rispettare e trattare con umanità i non-combattenti, i soldati feriti e i prigionieri. |
2315. L'accumulo delle armi sembra a molti un modo paradossale di dissuadere dalla guerra eventuali avversari. Costoro vedono in esso il più efficace dei mezzi atti ad assicurare la pace tra le nazioni. Riguardo a tale mezzo di dissuasione vanno fatte severe riserve morali. La corsa agli armamenti non assicura la pace. Lungi dall'eliminare le cause di guerra, rischia di aggravarle. L'impiego di ricchezze enormi nella preparazione di armi sempre nuove impedisce di soccorrere le popolazioni indigenti; (a) ostacola lo sviluppo dei popoli, tarmarsi ad oltranza moltiplica le cause di conflitti ed aumenta il rischio del loro propagarsi.
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2316. |
2317.
" Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma, in quanto riescono, uniti nell'amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina: "Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra" (Is 2,4) ".(a)
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In sintesi |
2318. Dio "ha in mano l'anima di ogni vivente e il soffio di ogni carne umana" (Gb 12,10). |
2319. Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, perché la persona umana è stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianzà del Dio vivente e santo. |
2320. L'uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore. |
2321. La proibizione dell'omicidio non abroga il diritto di togliere, ad un ingiusto aggressore, la possibilità di nuocere. La legittima difesa è un dovere grave per chi ha la responsabilità della vita altrui o del bene comune. |
2323. Dal momento che deve essere trattato come una persona fin dal concepimento, l'embrione deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito come ogni altro essere umano. |
2324. L'eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio. È gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore |
2325. Il suicidio è gravemente contrario alla giustizia, alla speranza e alla carità. È proibito dal quinto comandamento. |
2326. Lo scandalo costituisce una colpa grave quando chi lo provoca con azione o con omissione deliberatamente spinge altri a peccare gravemente. |
2327. Si deve fare tutto ciò che è ragionevolmente possibile per evitare la guerra, dati i mali e le ingiustizie di cui è causa. La Chiesa prega: " Dalla fame, dalla peste e dalla guerra liberaci, Signore ". |
2328. La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validità della legge morale durante i conflitti armati. Le pratiche contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, deliberatamente messe in atto, sono crimini. |
2329. La corsa agli armamenti è una delle piaghe più gravi dell'umanità e danneggia in modo intollerabile i poveri.(a)
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2330. " Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio " (Mt 5,9) |